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La grande glaciazione

la grande glaciazioneSi corona così, con la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, il capolavoro politico di Silvio Berlusconi. Interprete onomatopeico del trentennio neo-liberista italiano, Berlusconi stava per essere travolto dalla fine di un lungo ciclo politico e culturale, economico e sociale, inaugurato dalla non compianta signora Thatcher e finito negli scogli della Lehman Brothers. Non dai fantomatici mercati, ma da una poderosa crisi di consenso, Berlusconi è stato costretto a lasciare Palazzo Chigi neanche due anni fa. Una sinistra moderatamente riformista, in sintonia con gli Usa di Barack Obama e con rinnovate forze della sinistra europea avrebbe potuto chiudere politicamente quel lungo ciclo e contribuire a una riqualificazione e a un riposizionamento dell’Europa sulla scena globale. Continua a leggere

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I saggi e noi

quirinaleNo, non è un colpo di Stato. Nella migliore delle ipotesi la duplice commissione quirinalizia monosessuata servirà a ingannare il tempo, in attesa che il nuovo presidente della Repubblica, nella pienezza dei suoi poteri, sciolga la matassa del Parlamento senza maggioranza politica. Nelle più fosche previsioni, i decemviri napolitaniani avranno la responsabilità di apparecchiare programmaticamente il governissimo, passando per l’elezione condivisa del nuovo Capo dello Stato. Dio ci salvi dalla seconda: sarebbe un’inutile riedizione del governo Monti e delle sue politiche, che hanno affossato le speranze di ripresa dell’economia italiana e la credibilità politica del centro-sinistra. La prima ipotesi (menare il can per l’aia finchè necessario) si potrebbe pure accettare, ma intanto che si fa? Si può restare ad aspettare e sbirciare di nascosto questo gruppo di signori di una certa età come fossero la suprema istituzione dello Stato? No, di certo. Sia nell’ipotesi A che nell’ipotesi B i saggi non sono altro che un gruppo di consulenti del Presidente della Repubblica uscente: qualsiasi loro determinazione deve passare per il placet di qualche autorità legalmente costituita e, anche se dovessero sfornare un programma e un presidente del consiglio nuovo di zecca, dovranno pure loro passare per il Parlamento e verificare di averne la fiducia da una maggioranza politica. Il regime parlamentare non è cambiato perché Napolitano non sa che pesci pigliare e non può sciogliere le camere.
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Considerazioni sparse sulle elezioni appena consumate

Elezioni Politiche 2013, Il voto a RomaPremetto che condivido molto l’appello di Barbara Spinelli (La Repubblica 27 febbraio) a sospendere il giudizio davanti al monumentale evento manifestatosi con le elezioni del 2013. Bisogna ragionare e far politica, cercare di produrre spostamenti in avanti in una situazione di stallo che non ha però un esito segnato. Bisogna osare. Continua a leggere

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Quanto (e come) vale la sinistra alle elezioni

Andamento dei risultati elettorali delle liste proporzionali di Sinistra e Centro-sinistra alla camera dei deputati dal 1994 al 2008 (in milioni di voti)

Andamento dei risultati elettorali delle liste proporzionali di Sinistra e Centro-sinistra alla camera dei deputati dal 1994 al 2008 (in milioni di voti)

Quanto  ( e come ) vale la sinistra alle elezioni

Lorenzo Fanoli

Una delle poste in gioco delle prossime elezioni riguarda direttamente il ruolo e il peso delle formazioni politiche e dell’elettorato di sinistra che non si riconoscono e non vengono rappresentate dal Partito Democratico.

Per quel che ci riguarda si tratta di una partita importante che può determinare la qualità e la direzione della prossima fase storica in Italia e in Europa. Continua a leggere

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Senza sorprese

Il prossimo presidente della Sicilia? immagine tratta da Lettera43.it

Senza sorprese, in fin dei conti, le elezioni siciliane: il Pd elegge il Presidente della Regione grazie all’alleanza con l’Udc che nell’isola continua ad avere il suo più consistente bacino elettorale; la destra è in rotta; Grillo raggiunge la percentuale che i sondaggi gli danno dai tempi di Parma; la sinistra della sinistra che si allea con se stessa è irrilevante. Non sorprende neanche il drammatico calo nella partecipazione elettorale: con un astensionismo valutato intorno al 40% a livello nazionale, ci sta che in una grande regione del mezzogiorno (dove si vota di meno che nel centro-nord), in un turno elettorale isolato e autunnale, venga raggiunta un’astensione record.

Le conseguenze del voto, invece, sono un po’ più complesse. Continua a leggere

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In ricordo di Italo Insolera

Foto di A. Declich

Lunedì 27 agosto è morto Italo Insolera, un grande urbanista che con i suoi studi e le sue battaglie culturali ha dato un grandissimo contributo alla causa di una Roma migliore e più vivibile per tutti. E’ una grande perdita, ma Insolera ha lasciato in eredità un grande patrimonio di idee e di passione. In questi due giorni lo hanno ricordato in tanti. Lo faremo anche noi attraverso le commosse parole della commemorazione di Vezio De Lucia, e i begli articoli di Tocci, Berdini e di altri apparsi sulla stampa.

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A proposito di crisi dei partiti. Tra il flusso dell’antipolitica e le ragioni della democrazia partecipativa

Manifesti durante l’ultima campagna elettorale francese.

Che la vita politica italiana viva un momento di profonda confusione è sotto gli occhi di tutti. La deriva in termini di credibilità dei partiti politici, Il declino della partecipazione al voto (in Italia come nel resto dei paesi occidentali), il Movimento 5 stelle che rischia seriamente di affermarsi oggi come seconda forza del paese, la presenza costante di movimenti dal basso che quotidianamente mettono in discussione il ruolo di mediazione dei partiti, sono tutti segnali di quanto grande sia la distanza tra il bisogno di risposte politiche da parte dei cittadini e la volontà o la capacità dei tradizionali attori politici. Da questo punto di vista occorre chiedersi se siano i partiti ad essere ancora in grado di guidare la soluzione della crisi, se la crisi attuale non sia soprattutto crisi delle istituzioni e dei partiti come li abbiamo conosciuti? Quello a cui stiamo assistendo è a mio modesto parere infatti la rimozione del filtro della rappresentanza e della mediazione dei partiti come l’abbiamo conosciuta. Un processo che ha radici profonde e non può essere liquidato sull’onda dell’antipolitica.
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