Archivi tag: sinistra europea

Farla finita con l’euro? La sinistra tedesca discute

Bisogna farla finita con l’euro? Lanciato da Oskar Lafontaine a fine aprile, il dibattito nella sinistra tedesca è molto vivo. Alla vigilia del proprio congresso, a discutere è soprattutto la Linke, il partito di cui Lafontaine è uno dei fondatori e più importanti esponenti, ma non mancano contributi di accademici e attivisti sociali. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Che riforme servono al Paese (e all’Europa)?

Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro. Foto tratta da statoquotidiano.it

Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito usare l’espressione “le riforme inevitabili di cui il Paese ha bisogno”? In fondo, è per questo che è nato il governo Monti: per avere una maggioranza la più larga possibile che garantisse un consenso il meno critico possibile  verso un pacchetto di riforme giudicato come imprescindibile quantunque “doloroso”. Proprio da un governo di tecnici però ci si aspetta un legame molto stretto con i fatti e i risultati e non tutte le riforme attualmente in discussione (o peggio ancora, in fase di attuazione) pare che fossero così necessarie e inevitabili, quantunque dolorose lo siano state davvero. Ecco alcuni consigli di lettura e un paio di domande a chi si candiderà alle primarie del centrosinistra.

Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in economia, sinistra

Elezioni in Grecia: Wir Sind Syriza

Alexis Tsipras, leader di Syriza. Foto tratta dal sito del Guardian

Syriza non è riuscita ad ottenere la vittoria elettorale che ci sarebbe piaciuta tanto .
Non avrà il compito di governare la Grecia e già i vari commentatori “europeisti e democratico centristi” tirano sospiri di sollievo e titoli rassicuranti: La Grecia dice sì all’euro.
Sul fatto che la Syriza non avesse affatto espresso la volontà di fare uscire la Grecia dall’Euro e che ora verrà governata da una coalizione composta dalle due principali forze politiche responsabili del disastro, per il momento si glissa.
Anche i Greci avranno la loro Crossa Koalitzione, i tedeschi, quest’estate andranno a spendere i loro euri sulle isole greche, e in qualche modo si cercherà di andare avanti per un po’.
Per quel che ci riguarda, invece, queste elezioni greche aiutano non poco a mettere diverse cose in chiaro piuttosto importanti. Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in elezioni, Europa, sinistra, Uncategorized

Cosa ci dice questo maggio di elezioni in Europa

La primavera elettorale che stiamo vivendo è da considerare davvero cruciale: le consultazioni che si sono tenute un po’ dappertutto stanno modificando radicalmente la mappa politica e l’equilibrio di forze su cui si sono poggiati negli ultimi anni i paesi che fanno parte dell’Unione Europea. Tenendo comunque conto delle specificità locali, il comportamento dei cittadini chiamati alle urne ha dei tratti in comune e delinea delle tendenze generali. Cercheremo di individuare le più vistose. Continua a leggere

1 commento

Archiviato in elezioni, Europa, partiti, sinistra

Il “non-detto” della riforma del lavoro.

La flessibilità del lavoro in alcuni paesi del mondo. L'Italia è già ora più flessibile di Francia, Germania e altri paesi europei. Grafico tratto da http://www.gustavopiga.it

Ieri sera il governo ha concluso la trattativa sulla riforma del lavoro e, dopo altre riunioni “tecniche”, sottoporrà la sua proposta al parlamento. Analizzeremo con più calma queste proposte nei prossimi giorni, vale la pena però ora considerare alcuni elementi che ci aiutano a capire quale può essere l’obiettivo non dichiarato della riforma e quali le sue conseguenze. Continua a leggere

6 commenti

Archiviato in economia, Europa, precarietà, sinistra

Se la Francia di Hollande fa qualcosa di sinistra

François Hollande. Foto tratta dal sito de L'Express

Da “libertà dalle regole” a “giustizia fiscale”. È questo il paradigma che François Hollande, candidato del partito socialista alle elezioni presidenziali francesi (il primo turno è previsto il 22 aprile), ha scelto per definire le proposte economiche con cui presentarsi all’elettorato. Avevamo raccontato qui la sua vittoria alle primarie di ottobre.

È una presa di distanza netta dal classico programma liberista, presto o tardi adottato da tutte le destre europee nel corso degli ultimi trent’anni. Ma anche la sinistra francese, nel periodo in cui questa dottrina sembrava inattaccabile, aveva finito per convertirsi alla diminuzione delle regole e all’abbassamento delle tasse (naturalmente a cominciare dai redditi più elevati) come necessarie premesse alla crescita economica.

Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in elezioni, Europa, partiti

L’Europa politica e la provincia italiana

il parlamento di Bruxelles foto tratta da http://www.andreadambra.eu

Non è certo una novità, nella sinistra italiana, invocare la nascita di un’Europa davvero politica. Contro il potere irresponsabile (in senso tecnico) della Banca Centrale, contro l’egemonia dell’asse franco-tedesco, contro la tecnocrazia della Commissione, da tempo i progressisti di vario rito insistono sulla necessità di creare un’Europa dei cittadini, nella quale le decisioni emanino da istituzioni che godono di una piena, diretta, legittimità democratica. La fine del ruolo ancillare del Parlamento di Strasburgo è, solitamente, una delle principali rivendicazioni di chi non è disposto ad accettare che tutto proceda come è stato sin qua. A furia di ripetere queste sacrosante cose, però, c’è il rischio che la parola d’ordine dell’Europa politica (e sociale) si converta in un luogo comune, in una sorta di abito linguistico che «fa fine e non impegna»: il momento di passare ad atti concreti, che si pongano l’obiettivo di tradurla in realtà, non arriva mai.

Continua a leggere

4 commenti

Archiviato in Europa, partiti, sinistra

4.200.000 voti in meno, la sconfitta dei socialisti spagnoli

il leader socialista Rubalcaba, foto tratta da http://www.bloglive.com

Quattro milioni e duecentomila: sono i voti che il Partito socialista ha perso rispetto alle elezioni del marzo 2008. Una cifra enorme, che fotografa in maniera chiara la débâcle: più di un terzo dei cittadini spagnoli che tre anni fa diedero fiducia a José Luís Zapatero ha preferito altre opzioni. Il trionfo del conservatore Partido Popular è quindi soprattutto il frutto di una sconfitta senza precedenti del partito della rosa nel pugno, che conosce il suo peggior risultato dal ritorno della democrazia nel 1977: un magro 28,7%, che vale appena 110 parlamentari. Al di sotto, dunque, della barriera psicologica dei 125 deputati ottenuti nel 2000, quando il Pp dell’allora presidente José María Aznar sconfisse duramente uno Psoe in piena crisi di identità e leadership.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in elezioni, Europa

Cambiare governo non basta, bisogna cambiare l’Europa

La sede della Banca Centrale Europea. Foto tratta da http://www.adnkronos.com

La crisi finanziaria internazionale sembra stabilmente insediata in Europa sotto forma di una problematicissima crisi del debito. Nel nostro continente, la pressione dei mercati e il peggioramento dei conti hanno scosso la politica interna di tutti i paesi, fino alle estreme conseguenze sulla tenuta dei governi di Lisbona, Madrid, Atene e infine Roma – le sedi delle istituzioni politiche ed economiche che più debole resistenza hanno potuto opporre. Tuttavia, è giusto chiedersi se la cura somministrata sotto la supervisione degli altri stati europei, della BCE e del FMI, sia corretta e legittima, nella forma e nella sostanza.

I pesantissimi tagli ai bilanci pubblici (questa in sintesi la ricetta anti crisi) non hanno migliorato la situazione. Sono inutili? Perché paesi come Stati Uniti e Regno Unito, che devono vedersela con dati economici non certo migliori, non sono alle prese con gli stessi traumi che subisce l’Eurozona? La “strategia” europea ha una serie di difetti di fondo, che ne compromettono l’efficacia e la necessaria condivisione, e la rendono spesso controproducente: l’assenza di legittimità democratica nell’adozione delle decisioni; l’incapacità di incidere su alcuni dei principali fattori di debolezza delle economie nazionali e sul rapporto tra stati e mercato; l’attuale inadeguatezza della BCE nell’affrontare la crisi del debito.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in economia, Europa, sinistra

Spagna: la prossima vittoria della destra liberista?

Mariano Rajoy, leader del Partido Popular e probabile futuro premier spagnolo

A due settimane dal voto, i sondaggi sono impietosi: la distanza fra il conservatore Partido Popular e i socialisti appare incolmabile. Secondo il Cis, il più importante istituto spagnolo d’indagini d’opinione, la formazione guidata da Mariano Rajoy dovrebbe ottenere una schiacciante maggioranza assoluta: 195 seggi in un Parlamento di 350. Una performance seconda solo alla storica vittoria di Felipe González nel 1982, quando il Psoe raggiunse quota 202 deputati: un risultato che segnò un cambio d’epoca. Lo stesso potrebbe avvenire il 20 novembre, se le inchieste sulle intenzioni di voto saranno confermate dallo spoglio delle schede.
I vincitori in pectore, infatti, annunciano nel loro programma ambiziose intenzioni «riformiste», inequivocabili malgrado le formulazioni spesso ambigue. Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in destra, elezioni, Europa