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Il libro di Italia2013, ecco un assaggio

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Esce oggi in libreria il libro scritto dagli autori di questo blog. E’ acquistabile online sul sito dell’editore Ediesse. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione, sperando faccia crescere la curiosità nella potenziale lettrice e nel potenziale lettore.

Questo libro è il frutto di un lavoro collettivo, iniziato nel 2009 con la creazione del blog Italia2013. Scrivemmo allora che il 2013 era una data «vicina e lontana» allo stesso tempo, e che volevamo coltivare idee e analisi per costruire un Paese diverso. Ora quella data è arrivata, e perciò abbiamo deciso di mettere le nostre idee su carta. Non si ripropongono qui i post che si trovano online (e che lì rimarranno), ma si cerca di dare una forma più compiuta ai nostri pensieri. Ciò non vuol dire, però, che quanto scritto qui sia definitivo e chiuso: anzi, l’obiettivo di questo libro è proprio quello di aprire un dibattito e una riflessione. Chi vorrà contattarci su  per organizzare una presentazione, per discutere o anche solo per farci notare che abbiamo sbagliato qualcosa, ci troverà molto ben disposte/i. Basta scrivere un commento alla fine di questo post.

Gli undici capitoli che seguono hanno sicuramente tralasciato dei temi importanti: non era nostra intenzione scrivere un «programma» né affrontare tutti i problemi che la società italiana ha di fronte. Abbiamo cercato di parlare di cose sulle quali avevamo qualcosa da dire – e sulle quali abbiamo scritto di più negli scorsi anni. Sono rimaste comunque fuori per motivi di tempo e spazio questioni a noi care come l’immigrazione e il diritto per chi nasce in Italia di avere la cittadinanza. Continua a leggere

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Idee e numeri per non perdere le elezioni del 2013

immagine tratta da http://www.votoil12giugno.it

Comunque vada, con questo o con un altro sistema elettorale, si voterà entro la primavera del 2013. Ci sono più o meno 365 giorni per decidere su coalizioni e programmi e per convincere le cittadine e i cittadini a fidarsi del centrosinistra. Già, ma quale centrosinistra?

La prima domanda a cui bisogna rispondere è proprio questa. E’ una domanda politica, riguarda la capacità di traghettare l’Italia fuori dal berlusconismo e dal trentennio che abbiamo attraversato. La coalizione che include il PD, SEL, l’IDV e spesso anche la Federazione della Sinistra e i Verdi ha già conquistato la scorsa primavera importanti città al centrodestra, basta solo citare Milano e Cagliari. Il sondaggio di Demos pubblicato lunedì da Repubblica ci dice che la stessa coalizione potrebbe vincere le prossime elezioni con un margine di 6 punti sul centrodestra mentre, se il PD abbandonasse il resto del centrosinistra, vincerebbe il centrodestra con 5,6 punti di scarto. Continua a leggere

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Aggiornamenti da zingaropoli

immagine tratta da musicametal.blogosfere.it

Siamo al primo semestre della Giunta Pisapia e ci piacerebbe provare a fare un punto della situazione. Per questo mi faccio aiutare da Ivan Berni – giornalista politico ed economico, collaboratore di Repubblica, storico osservatore di cose milanesi –  ponendogli alcune domande e un esercizio: 10 temi da trattare in massimo dieci righe ciascuno. Continua a leggere

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L’autunno che comincia al Valle

Dal 14 giugno il Teatro Valle di Roma è occupato dai lavoratori dello spettacolo e dai precari della conoscenza. Non protestano solo contro la svendita e lo smantellamento di uno dei più importanti teatri pubblici italiani: stanno anche elaborando proposte per una diversa gestione della cultura e dell’industria creativa in questo Paese. Per venerdì 30 settembre hanno chiamato a raccolta in un’assemblea “le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, della cultura, dell’arte, dell’editoria, della comunicazione, dell’università e della scuola, studenti e studentesse dell’università e delle accademie d’arte” per tirare il filo delle questioni comuni non solo ai lavoratori dell’immateriale ma ad un’intera generazione.

Il Valle Occupato è un’esperienza che ha sollevato tanti problemi di rilevanza generale. Proviamo a vedere cosa hanno da dire all’autunno italiano che già si preannuncia pieno di appuntamenti: la manifestazione di SEL del primo ottobre, la mobilitazione degli studenti del 7, quella degli indignati il 15 ed infine, un po’ più lontana, quella del PD il 5 novembreContinua a leggere

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Non è più tempo di “meno tasse per tutti”, Milano sì muove per prima

Il 12 e 13 giugno a Milano si sono votati ben 9 referendum. Accanto ai 4 quesiti nazionali, infatti, c’erano 5 referendum comunali “per l’ambiente e la qualità della vita a Milano”. Ma facciamo un passo indietro. Ricordate la promessa della Moratti a pochi giorni dal voto di eliminare il pedaggio che lei stessa aveva introdotto per la circolazione automobilistica? «Basta Ecopass e sosta gratis per i residenti anche nelle strisce blu», titolava il Corriere edizione Milano. Sembrava l’abolizione dell’Ici, la travata elettorale demagogica ma estremamente popolare in grado di far conquistare consensi nella sfida all’ultimo voto.

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Buona politica e religione civile

I primi atti del neosindaco milanese Giuliano Pisapia dicono molto della dimensione simbolica che si accompagna alla buona politica. Non stiamo parlando delle scelte in corso circa la formazione della giunta. No, ci riferiamo a due gesti: la visita a Nori Brambilla Pesce, partigiana medaglia d’argento, vedova del leggendario gappista Giovanni Pesce, e la celebrazione della ricorrenza del 2 giugno, “aprendo le porte” di Palazzo Marino per ricevere e salutare i concittadini. Entrambi sono esempi efficaci di come una personalità istituzionale, e un politico di sinistra, possa degnamente essere anche “ministro del culto” di una “religione civile” democratica, fondata su una corretta amministrazione del passato. In un paese dove, come ci ricorda Giovanni De Luna nel recente La Repubblica del dolore (Feltrinelli), il rapporto fra politica e “memoria pubblica” è uno degli specchi in cui si riflette l’immagine della crisi istituzionale e sociale dell’ultimo trentennio.

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Milano, rivoluzione arancione

A Milano è successo qualcosa. La vittoria di Giuliano Pisapia alle elezioni amministrative è conseguenza di processi profondi che hanno attraversato la metropoli negli ultimi dieci mesi. È ancora presto per analizzare in profondita’ cosa davvero sia cambiato in questa fase, ma proviamo ad abbozzare qualche riflessione sul ruolo che le giovani generazioni hanno avuto durante la campagna elettorale. Ci imponiamo però una premessa: sarebbe estremamente riduttivo immaginare questa campagna elettorale straordinaria (“extra ordinaria”) solamente per quanto riguarda la questione generazionale. L’intera città e tutte le generazioni sono state attraversate trasversalmente da un’onda di partecipazione e coinvolgimento. Detto questo, confermiamo un dato emerso con buona frequenza sui media nazionali: è stata una campagna segnata da un eccezionale protagonismo giovanile.  Consapevoli di mancare in completezza, riportiamo almeno tre esempi a corroborare questa tesi, cercando di sposare le tentazioni auto narrative ad elementi di analisi.

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