Archivi tag: disuguaglianze

Il libro di Italia2013, ecco un assaggio

1717-7 Italia 2013_CY_cop:CRS

Esce oggi in libreria il libro scritto dagli autori di questo blog. E’ acquistabile online sul sito dell’editore Ediesse. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione, sperando faccia crescere la curiosità nella potenziale lettrice e nel potenziale lettore.

Questo libro è il frutto di un lavoro collettivo, iniziato nel 2009 con la creazione del blog Italia2013. Scrivemmo allora che il 2013 era una data «vicina e lontana» allo stesso tempo, e che volevamo coltivare idee e analisi per costruire un Paese diverso. Ora quella data è arrivata, e perciò abbiamo deciso di mettere le nostre idee su carta. Non si ripropongono qui i post che si trovano online (e che lì rimarranno), ma si cerca di dare una forma più compiuta ai nostri pensieri. Ciò non vuol dire, però, che quanto scritto qui sia definitivo e chiuso: anzi, l’obiettivo di questo libro è proprio quello di aprire un dibattito e una riflessione. Chi vorrà contattarci su  per organizzare una presentazione, per discutere o anche solo per farci notare che abbiamo sbagliato qualcosa, ci troverà molto ben disposte/i. Basta scrivere un commento alla fine di questo post.

Gli undici capitoli che seguono hanno sicuramente tralasciato dei temi importanti: non era nostra intenzione scrivere un «programma» né affrontare tutti i problemi che la società italiana ha di fronte. Abbiamo cercato di parlare di cose sulle quali avevamo qualcosa da dire – e sulle quali abbiamo scritto di più negli scorsi anni. Sono rimaste comunque fuori per motivi di tempo e spazio questioni a noi care come l’immigrazione e il diritto per chi nasce in Italia di avere la cittadinanza. Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in letture, sinistra

Immobile sarà lei. Perché in Italia se nasci povero ci rimani.

In questo paese una analisi seria da parte della classe dirigente sulla condizione di quotidiana precarietà cui sono condannati donne, giovani e meno giovani rispetto alla dimensione dei diritti sociali e del lavoro, continua a rimanere un’utopia. Siamo passati dalla polemica sui bamboccioni di Tommaso Padoa Schioppa alle esternazioni del trio Monti, Martone, Cancelleri, passando per quelle della triade Berlusconi, Sacconi, Brunetta. Uscite che hanno trasmesso un’idea umiliante di questo paese descritto come pigro e privo di dinamismo sociale ed economico. Un paese in cui i più giovani (ma non solo loro) non vorrebbero mai recidere il cordone ombelicale con la famiglia, desidererebbero rimanere parcheggiati all’università, avere la sicurezza del posto fisso e, per finire, difendere i privilegi assicuratisi negli anni attraverso l’articolo 18. In poche parole, punti di vista che sembrano rientrare, più che nel campo dell’analisi, in quello dell’illusionismo, ovvero dell’arte di sviare l’attenzione dirigendola verso un punto per distogliendola, una volta ancora, da altri. Continua a leggere

12 commenti

Archiviato in Donne, economia

Transizione o Rottura?

Mario Monti, foto tratta da http://www.gadlerner.it

Silvio Berlusconi si è dimesso e Mario Monti si appresta a divenirne il successore. Si apre una fase nuova, incerta e diversa per molti aspetti da quanto accaduto nel resto del continente. In Portogallo, Spagna e Grecia le situazioni d’emergenza non preludono a ristrutturazioni profonde del quadro politico; nel nostro Paese, invece, è assai probabile che sia così. A Madrid e ad Atene, e prima a Lisbona, una politica debole e in crisi quanto si vuole “amministra” l’emergenza, nella maniera in cui è capace: attraverso l’indizione di nuove elezioni, magari precedute da un breve Esecutivo appoggiato lealmente da (quasi) tutti. In Italia noi stiamo vivendo, contemporaneamente, la gestione di una drammatica situazione eccezionale e un passaggio di regime, quell’agognata Transizione dal ventennio ad un incerto post-berlusconismo. L’intreccio e la sovrapposizione fra le due situazioni (gestione dell’emergenza e Transizione) rende tutto dannatamente complicato. Ed espone a rischi gravissimi proprio chi avrebbe dovuto beneficiarsi (c’era persino il conforto dei sondaggi) della fine del ventennio: noi, la sinistra. Continua a leggere

7 commenti

Archiviato in destra, elezioni, Europa, partiti, sinistra

Dieci idee contro la precarietà e la crisi

Nouriel Roubini, l'economista che ha previsto la crisi e che ora sostiene l'inscindibilità tra lotta alla disuguaglianza, sviluppo e legittimità democratica. Foto tratta da http://www.project-syndicate.org

La precarietà non è un destino, ma il frutto di processi economici e di scelte politiche. E non bisogna pensare che l’uscita dall’attuale crisi comporti inevitabilmente un’ulteriore compressione dei diritti e delle prospettive della parte più debole e più giovane della società. Bisogna far lavorare la testa, rifiutare le analisi preconfezionate, studiare molto e proporre tante alternative. Ecco perché è importante l’appuntamento del 19 e 20 novembre per la prima assemblea nazionale della rete anti-precarietà “Il nostro tempo è adesso”: qui l’ appello “fondativo” della scorsa primavera e qui invece la convocazione dell’assemblea. La cosa più importante che uscirà da questo appuntamento è il “decalogo” contro la precarietà: dieci proposte di politiche concrete per eliminare l’instabilità, che non è solo lavorativa ma che abbraccia più aspetti dell’esistenza. Continua a leggere

13 commenti

Archiviato in economia, sinistra

Le mani in tasca agli italiani

Questo governo si è sempre vantato di rimettere a posto i conti pubblici “senza mettere le mani in tasca agli italiani”.  E’ una delle sue tante bugie, tanto più pesante se letta alla luce di quanto affermato ieri dalla Corte dei Conti: ci aspettano tempi duri, altri “sacrifici inevitabili” per “risanare i conti”. Un ritornello sentito già mille volte, più o meno dai primi anni novanta: l’epoca delle grandi manovre finanziarie ma anche, come abbiamo scritto qui, del significativo aumento delle disuguaglianze. Tra il 1991 ed il 1993 la concomitanza tra la crisi economica e le politiche di rigore finanziario portò ad un aumento delle disuguaglianze del 5%. Non abbiamo più recuperato quello squilibrio e ancora non si sa quanti e quali aumenti dell’indice di Gini (che misura appunto le differenze di reddito all’interno di un Paese) siano stati prodotti dall’attuale crisi combinata con le politiche di Giulio Tremonti. Vediamo infatti con che criterio agisce questo governo quando afferma di non chiedere soldi agli italiani.

Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in destra, economia, Europa, Uncategorized

Consigli di lettura per la vecchia (ed ingiusta) Europa

Domenica e lunedì si vota in diverse città, tra cui Milano. Ieri sera ad Anno Zero Daniela Santanchè ha provato a gettare ulteriore fango su Giuliano Pisapia accusandolo di aver avuto sostenitori di Hamas ad una delle sue iniziative. Ha mostrato una foto in cui, secondo lei, si vedeva una bandiera del movimento islamico palestinese. Peccato per lei che si trattasse di un grossolano errore: la bandiera, come è stato mostrato in diretta, era della Freedom Flottilla, il gruppo di navi pacifiste che fu assaltato dalle forze di elite israeliane quasi un anno fa al largo di Gaza. Vale la pena leggere il post di Lorenzo Declich che smonta l’islamofobia (e l’islamo-ignoranza) della Santanchè per la quale mussulmano è uguale a terrorista e non c’è poi tanta differenza tra estrema sinistra italiana e terroristi islamici. L’espressione “vecchia Europa” fu usata in tono dispregiativo dai peggiori conservatori americani dell’amministrazione Bush ma forse si applica bene a quelli che la pensano come la Santanchè: oggi al Cairo piazza Tahrir era di nuovo piena per una manifestazione a favore del dialogo tra mussulmani e cristiani. Un segnale importante dopo i disordini a sfondo religioso dei giorni scorsi.

L’Europa non è solo vecchia e intollerante ma è anche ingiusta. E l’Italia è tra i paesi più ingiusti perché le disuguaglianze al suo interno sono cresciute, come ci racconta il libro di Maurizio Franzini “Ricchi e Poveri” di cui si trova un ampio stralcio sul Keynesiano. Continua a leggere

1 commento

Archiviato in destra, Europa, letture, mondo

Contro l’assuefazione da ricchezza ereditata

Nell’America degli anni settanta dello scorso secolo,  un manipolo di economisti e sociologi – che di li a poco avrebbero ispirato la crociata conservatrice di  Ronald Reagan –  si mettono a speculare su quanto la poverta’ sia il frutto paradossale del welfare ed, in particolare, dell’assistenza pubblica in caso di disoccupazione e assenza di reddito.  Se lo stato e’ disponibile a mantenere a vita chi non ha un lavoro, questa la vulgata, e’ inevitabile che la societa’ si ammali di irresponsabilita’ e di deperimento dello spirito di iniziativa.  Un argomento ormai arcinoto e che ha ispirato decenni di “riforme” e di guerre contro i poveri: dagli Usa di Clinton alla Germania di Schroeder passando per il Regno Unito di Blair. Eppure nessuno, se non il solito sparuto nugolo di (veri) liberali, si chiede quanto ad assuefare sia la ricchezza, soprattutto quella ereditata. Continua a leggere

1 commento

Archiviato in destra, economia, lavoro, sinistra, Uncategorized