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Il centrosinistra, le città e la democrazia senza popolo.

marinoStupisce come nei commenti sul voto, dopo qualche riga preoccupata dedicata all’aumento dell’astensionismo, subito si passi all’analisi del risultato al netto di questa grande fuga dalla democrazia. E quindi puoi sentirti dire che “il Pd è risorto”, che “i nostri elettori ci hanno capito”, qualcuno si è spinto fino a leggerlo come un voto di sostegno al governo delle larghe intese.

E’ importante che il centrosinistra sia in vantaggio, che dal ballottaggio del 9 e 10 possano risultare vincenti ed insediarsi tante amministrazioni di centrosinistra, figlie di una coalizione che, nonostante le scelte nazionali, nelle città esiste e può esprimere buona politica. Vincere a Roma, con un candidato come Ignazio Marino, percepito da tanti come un outsider capace di interpretare la voglia di rinnovamento e di discontuità anche dentro il centrosinistra, è una grande opportunità di cambiamento non solo per la Capitale. Un motivo in più per essere in campo in questi giorni di campagna elettorale. Continua a leggere

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Le Pietre e il popolo. Ragionando intorno al libro di Tomaso Montanari.

montanariCon le Pietre e il popolo (Minimum fax, 2013) Tomaso Montanari ci consegna un libro a suo modo inquientante, un viaggio nel disastro del patrimonio storico e artistico italiano che attraversa Firenze, Milano, Venezia, si sofferma sulla ferita de L’Aquila, fa una piccola puntata a Roma e di nuovo torna a Firenze e al suo incredibile sindaco alla ricerca dell’affresco di Leonardo da Vinci nella sala del Consiglio Grande di Palazzo Vecchio.

Quello che ci viene raccontato è un panorama fatto non solo di tagli, di incuria e qualche volta di veri e propri crimini commessi contro il nostro patrimonio, come i ripetuti furti alla Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, scandalo che proprio Tomaso Montanari denunciò per primo. Emerge in questo racconto qualcosa di più terribile, un disastro civile e politico, una metamorfosi che non riguarda “semplicemente” – ammesso che sia possibile dire semplicemente – la tutela del patrimonio artistico, ma qualcosa di più profondo, che attiene al cuore della cittadinanza. Continua a leggere

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Indecenza pubblica.

vlGX8z90XkignMPUl8aABwContro il decoro, il saggio di Tamar Pitch è un rapido attraversamento delle scelte nazionali e locali che squarcia il velo ipocrita del discorso pubblico dominante e mostra il carattere illiberale e classista della retorica sul decoro.

Il trentennio che ha visto ritrarsi il welfare ha insistito molto sulla paura, sul rischio e sulla necessità per ognuno – lasciato solo nella responsabilità o nella colpa – di saperlo prevenire. Nello stesso tempo ha depoliticizzato ogni conflitto, riducendo qualunque dialettica a quella tra vittima e carnefice.

In questa costruzione di senso, il decoro e l’indecenza si integrano. E’ così possibile vedere all’opera il paradosso di una classe politica tra le più  immorali farsi guardiana della moralità e, nel suo nome, diventare protagonista delle più feroci politiche di controllo e sicurezza. Continua a leggere

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“Noi cambieremo tutto”

marinoLe primarie per il candidato a sindaco del centrosinistra romano sono andate bene. Ancora una volta il popolo della coalizione si è mostrato attento e pronto a farsi coinvolgere. Alla vigilia serpeggiava la preoccupazione per la partecipazione ad un appuntamento che seguiva i due delle primarie nazionali e il voto politico dagli esiti così problematici. Il dato di oltre 100.000 votanti ha spazzato via questi timori. Ignazio Marino vince in modo netto, con circa il 51% delle preferenze, superando candidati che da mesi lavoravano a questo appuntamento. L’ultimo a decidere di correre ha la meglio sugli altri grazie al suo profilo che, rispetto ai concorrenti più temibili, come Gentiloni e Sassoli, lo fa essere contemporaneamente quello più di sinistra, più unitario e più civico. Continua a leggere

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Sesso a pagamento e identità maschile postmoderna

uominichepaganoUn viaggio nel mondo del sesso a pagamento, interrogando soprattutto la figura del cliente, senza pregiudizi ma con la volontà di capire i mutamenti della mascolinità. Uomini che pagano le donne. Dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo (Ediesse, 2013) di Giorgia Serughetti parte dalla constatazione di come questa figura, per anni misconosciuta, oggi sia diventata il focus del discorso sulla prostituzione. L’analisi muove infatti dalla legislazione  svedese del 1999, che ha fatto diventare reato l’acquisto di servizi sessuali per poi percorrere a ritroso il dibattito sulla prostituzione, offrendo una panoramica delle interpretazioni femministe distinte tra quelle che leggono la prostituzione come espressione della dominazione patriarcale, quelle che analizzano la soggettività e la dimensione della scelta e quelle che intendono la prostituzione come un lavoro. Continua a leggere

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Considerazioni sparse sulle elezioni appena consumate

Elezioni Politiche 2013, Il voto a RomaPremetto che condivido molto l’appello di Barbara Spinelli (La Repubblica 27 febbraio) a sospendere il giudizio davanti al monumentale evento manifestatosi con le elezioni del 2013. Bisogna ragionare e far politica, cercare di produrre spostamenti in avanti in una situazione di stallo che non ha però un esito segnato. Bisogna osare. Continua a leggere

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Battiamoli nelle urne

listamontiChe la si chiami salita in politica o discesa in campo, la scelta di Monti di candidarsi a leader della neonata coalizione centrista scioglie le ambiguità politiche della sua premiership.

Avevamo detto che il governo Monti era per alcuni la strada necessaria per perseguire la transizione postberlusconiana, per altri l’incubatore di un progetto politico: la costruzione di una destra “perbene”, credibile nello scenario internazionale e capace di rassicurare i mercati e di cambiare tutto per non cambiare nulla del trentennio neo-liberista finito con la crisi economica e finanziaria del 2008. Continua a leggere

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Don Rodrigo e la violenza contro le donne.

“A metà del XX secolo si è verificato un avvenimento di cui fatichiamo a valutare la portata, cent’anni dopo la nascita di colei che l’ha espresso a chiare lettere: il secondo sesso è libero! … si trattava e si tratta ancora di una mutazione antropologica in corso” così Julia Kristeva nell’introduzione alla nuova edizione del Secondo sesso di Simone de Beauvoir.
Questo mutamento è potente, mette in discussione una millenaria storia di controllo del corpo femminile. Una storia in cui la violenza maschile contro le donne non era riconosciuta e nominata. Durante l’ultimo dibattito contro il femminicidio a cui ho partecipato un’importante dirigente sindacale ci narrava una memoria infantile fatta anche del nonno che prendeva a bastonate sua nonna. Continua a leggere

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Riforma del lavoro: ci basta?

Pubblichiamo un testo postato in contemporanea da Giovanna Cosenza, Ingenere, Ipaziaè(v)viva , Marina Terragni , Lorella Zanardo, Loredana Lipperini, Femminile Plurale e una serie di altri blog. Le blogger che condividono questo post pubblicano periodicamente thread comuni, in particolare sul tema della rappresentazione pubblica della donna e su quello della rappresentanza politica.

E al capo V del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, sotto la voce “ulteriori disposizioni”, arrivano le voci rubricate come “donne”: dimissioni in bianco, figli, baby sitter. Troppo poco? Un primo segno? Ne l’uno né l’altro. Perché per capire quello che la riforma significa per le donne, conviene guardare al tutto, non solo al ripristino del contrasto alle dimissioni in bianco, al mini-mini congedo di tre giorni continuativi di paternità obbligatoria, e ai buoni per pagare le baby sitter invece di prendersi le aspettative facoltative per maternità. Continua a leggere

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Di nuovo otto marzo.

Eccoci qui. E’ di nuovo otto marzo. Come ogni anno improvvisamente ci ritroviamo immerse in tabelle e statistiche, e, incredibile a dirsi, si scopre che ogni aspetto dell’esistenza può essere declinato al femminile. E giù convegni di donne e scienza, donne e politica, donne e medicina, donne e teatro, donne e architettura, donne e agricoltura… Con fastidio qualcuna si difende dicendo che ogni giorno è otto marzo. E’ vero. Ogni giorno siamo ovunque e forse l’otto marzo con la sua ritualità rischia di perdere di senso. Eppure io sono tra quelle a cui questa giornata piace. L’ho sempre vissuta come una giornata dell’orgoglio d’esser donna. La sento mia, credo che anche i riti abbiano un senso, che abbia senso ricordare le operaie che morirono nella loro fabbrica, che i gesti delle istituzioni in questo giorno siano rilevanti. Del resto il segno dell’otto marzo ogni volta è diverso, dipende anche da noi e dal momento politico che si sta attraversando. Continua a leggere

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