Archivi del mese: marzo 2010

I numeri della sconfitta

In queste elezioni regionali non ha vinto Berlusconi, ha perso il centrosinistra. I numeri sono impietosi, anche perchè il raffronto più sensato è quello con le regionali di cinque anni fa, un’altra era geologica: quella che sarebbe diventata di lì a poco l’Unione non solo vinceva in 11 regioni ma prendeva 2milioni di voti in più del centrodestra. L’affluenza complessiva aumentava e, nel Lazio, aumentava di molto portando alla vittoria Piero Marrazzo.

Ma vediamo i numeri.

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Votate, votate, votate

Mancano poco più di 24 ore all’apertura delle urne per le elezioni regionali. Sarà un appuntamento importante per vari motivi e sarà importante che tutti votino. Come abbiamo cercato di dimostrare, in passato l’astensionismo è stato cruciale: il ritorno alle urne di molti elettori di sinistra portò alla vittoria nelle regionali del 2005 mentre il fenomeno opposto aiutò Alemanno nel 2008. Si vota non solo in cabina ma anche coi piedi: chi sta a casa favorisce il più forte e la brutta politica. Continua a leggere

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Una sola di queste notizie è vera

Scova l’unica notizia vera tra tutte quelle qui sotto

50.000 aderiscono all’appello di Saviano per far controllare dall’Onu le elezioni italiane, chiesto anche l’intervento della Fao per i rappresentanti di lista della Pdl che dopo il pastrocchio Milioni  non avranno neanche un panino

Sindaco leghista nega mensa scolastica ai bambini stranieri i cui genitori non hanno pagato il servizio. I bambini con gli occhi fissi sul piatto vuoto sono stati riuniti in un angolo della scuola dove campeggia appeso un grande crocefisso

Presidi costretti a chiedere aiuti a famiglie, nelle segreterie delle scuole sta arrivando di tutto: capponi, forme di formaggio, canestri pieni di frutta secca e matite. Si torna, come dice il ministro, Gelmini “ad una scuola sul campo” Continua a leggere

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Cosa è successo 5 anni fa

Domenica si vota per le elezioni regionali. Cinque anni fa lo stesso appuntamento segnò l’apice del centrosinistra: 11 regioni conquistate contro solo 2 per il centrodestra. L’Unione (ricordate?) si sentì la vittoria in tasca anche per le politiche, scrisse un programma elettorale lungo e poco incisivo. Berlusconi approvò in fretta e furia l’attuale legge elettorale. Le elezioni del 2006 finirono con un pareggio. Contestualmente le forze che avevano presentato le liste “Uniti nell’Ulivo” quasi in tutte le regioni pensarono fosse andata tutto sommato bene e si incamminarono sulla strada che poi ha portato al PD. Ma cosa è successo veramente in quelle elezioni e com’è cambiato il panorama politico del Lazio negli ultimi 15 anni?

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Le riforme che cambiano la vita

Ieri la Camera dei Rappresentanti americana ha approvato la riforma della sanità voluta dal presidente Obama. Non è esattamente il progetto che aveva in mente l’inquilino della Casa Bianca nè creerà un sistema sanitario nazionale simile al nostro. Eppure è una notizia molto positiva anche per noi italiani: perchè, più della stessa vittoria elettorale di Obama, chiude il trentennio conservatore e perché ci insegna come si possono fare le riforme sociali estendendo un diritto a tutti (o quasi) riducendo la spesa pubblica.

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Alemanno e la disintegrazione di Roma

Alcuni eventi di questo ultimo periodo, a partire dallo sciopero del 1 marzo, hanno riportato al centro del dibattito il tema dell’immigrazione. E’ una buona occasione per riflettere sul livello di integrazione in una città come Roma, che ospita ormai trecentomila residenti non nati in Italia (circa il 13% dell’intera popolazione del comune), dei quali 60.000 iscritti a scuola. Continua a leggere

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Undicesimo comandamento: non restare all’estero quando si vota

Paolo Hutter

No, per le regionali non si può votare dall’estero. Non fare finta di venirlo a sapere all’ultimo, al consolato, quando ormai anche volendo non puoi più organizzarti per tornare a votare. Non si può votare dall’estero e in questo caso forse è anche giusto. Sono elezioni regionali. Ma il loro significato è politico, come al solito, più del solito. Ecco perchè sono preoccupato quando sento che persone amiche, giovani colti e magari accaniti anti-berlusconiani, non si sono organizzati per tornare a votare. E addirittura c’è chi se ne va, da una regione incerta come il Piemonte, per un’anticipata vacanza pasquale… Continua a leggere

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Una politica economica europea?

Mentre la crisi finanziaria sembra ormai alle spalle, tutti ne viviamo gli effetti sull’economia reale, in termini di crescita della disoccupazione, tagli ai bilanci pubblici, aumento delle diseguaglianze. Gli Stati Uniti e la Cina hanno da tempo pensato a una strategia di recupero: i primi attraverso un piano di efficienza energetica, aumento delle protezioni sociali e leggi contro la speculazione; la seconda puntando sullo sviluppo massiccio dell’edilizia pubblica e privata. La proposta di un Fondo Monetario Europeo sembra poter superare l’immobilità con cui l’Europa ha reagito alla crisi.

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Storie di lavoro (Roma, XXI secolo): scavare con la partita IVA

Oggi si è scioperato. Le storie che emergono dalle vicende legate alla crisi economica si incrociano con le scelte del governo – ideologiche, nate contro il lavoro – elaborate allo scopo di indebolire il sistema di diritti e garanzie che protegge il lavoro dipendente. I dati statistici illustrano una situazione di crisi che potrebbe prefigurare un futuro molto difficile per l’economia italiana e per i cittadini del nostro paese, a partire da quello della disoccupazione giovanile (prossima al 30%) e del ricorso alla cassa integrazione (nel mese di febbraio, nel solo settore metalmeccanico, sono stati 301 mila i lavoratori fermi e con Cig a zero ore). E questo in riferimento a due semplici indicatori, senza contare quanto potrà essere in salita il futuro di chi si insedia oggi nel mondo del lavoro: diverse ricerche mostrano come coloro i quali si avviano alla vita lavorativa in tempi di recessione “dura”, accumulino un ritardo – in termini di carriera e retribuzione – difficilmente colmabile rispetto ai colleghi entrati prima o dopo la crisi. Continua a leggere

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La somma delle parti non basta a fare una città

Il marciapiede lungo via Ponte di Nona finisce improvvisamente nel fango.Dietro la rete comincia la terra di nessuno, affacciata sugli spazi della campagna romana. Poche centinaia di metri più a sud i carrelli del supermercato vengono lasciati abbandonati su strade improvvisamente interrotte. E quelle trincee fresche di scavo apparentemente così banali e provvisorie, testimoniano la nascita di una nuova città nella quale vivranno 40.000 persone.

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